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Tutte le storie di successo

Silvia e Enrico

A volte capita...al primo incontro. E' la storia di successo di Silvia e di Enrico. Lei trent'anni, lui 33; liberi professionisti, tutti e due di una bella città del Nord Est italiano. (testimonianza raccolta dalla redazione)

"La mia vita in Parship è stata abbastanza anomala. Mi sono abbonata, sono entrata in contatto con poche persone, scambiando qualche messaggio ma niente di più perché, da subito praticamente, tra questi pochi contatti c'era Enrico. E con lui il feeling è stato immediato. Gli altri sono andati sullo sfondo...". Brillano gli occhi, a Silvia, mentre ne parla. E le brilla, in qualche modo, anche la voce: la gioia è nell'aria, palpabile. "Enrico è l'unico che, alla fine, ho incontrato di persona. Ma prima, ci sono stati tanti scambi di messaggi. Sai, tanti anche nella giornata. Quando ti scrivi e poi aspetti la risposta, e arriva, e rispondi. E aspetti. Così. Intenso".

Ad un certo punto lui le chiede di vedersi. "Andavo cauta. Un giorno mi ha dato la possibilità di vederlo senza essere vista: mi ha detto che sarebbe stato in una ludoteca. Si era autodescritto, dicendo anche che era molto alto. Così io, da femmina curiosa, sono andata, ovviamente senza farmi riconoscere. L'ho visto. Mi è piaciuto. E quando sono tornata a casa, gli ho scritto un'email con il mio numero di telefono. L'ho scritto in lettere. Lui non deve aver capito e mi ha risposto per email. Ero stupita che non mi avesse chiamata: gliel'ho detto e lui, così...ha compreso che era il mio numero di telefono!".

Sorride felice, Silvia. E racconta: "Mi ha fatto una corte strepitosa. Inimmaginabile. Rose, cene, fiori sempre, telefonate al mattino e alla sera. Non ha mai dato niente per scontato. Si è dato tutto! E ha rapito il mio cuore". Entrambi, con un figlio. Ma anche in questo caso, l'incontro è andato bene: "Abbiamo cominciato a frequentarci noi, per un paio di mesi. Poi, visto che funzionava molto bene, abbiamo coinvolto i nostri bambini. Che si vogliono bene"

Quella di Parship, insomma, è stata una buona esperienza. Non senza qualche iniziale perplessità: "L'impressione che avevo è che al di là dello schermo, tra le persone proposte, ci potesse essere chissà chi. Uno si considera una "persona normale" e pur iscrivendosi a questo sito, ha timore che gli altri siano molto diversi da sé, che vogliano altre cose, che abbiano una formazione e dei desideri differenti. Non è stato così, certamente anche grazie alla particolare struttura di Parship, basata sull.affinità di profilo. In effetti io ed Enrico abbiamo un bel punteggio di compatibilità: funziona, insomma! Siamo stati molto fortunati!".

Così, è arrivato l'amore. Dolcemente, "e affrontando la vita. Enrico ha perso una moglie giovanissima, per lui è stato anche superare il pudore di essere di nuovo felice, per sé e di fronte agli altri. Per me e per mio figlio, dopo 10 anni, c'è stato il far entrare di nuovo qualcuno nella nostra vita. Ma lo spazio si trova, quando si incontra il vero amore!".

Iscritto e abbonato nel dicembre 2004, Enrico comincia a muoversi "tranquillamente" su Parship: «ho inviato dei messaggi ai profili con punteggio più alto. Mi sono arrivate subito un paio di risposte e così ho proseguito. Anche se poi, in effetti, Silvia è diventata da subito l'unica mia interlocutrice. In questo senso, ma ne sono felice, non ho avuto molte opportunità di utilizzare il sistema. La persona giusta l'ho incontrata praticamene al primo colpo. Ci scrivevamo molti messaggi, ogni giorno. Una sera, in cui eravamo entrambi senza bambini, le ho chiesto di uscire, ma lei mi ha risposto di no. Ho pensato che avesse un pò paura, che non si fidasse troppo. Così poco tempo dopo le ho dato un'indicazione più "neutra": potevamo vederci alla festa di compleanno di mio figlio, in ludoteca. In mezzo ad un sacco di gente. Non ci eravamo scambiati foto ma pensavo l'avrei riconosciuta: se non altro per via delle stampelle che mi aveva detto stava portando in quel periodo, per via di un incidente recente. La festa invece è finita e non l'ho vista. Alla sera ho trovato la sua mail e ho capito che era passata, senza farsi vedere. Mi aveva mandato anche il suo numero di telefono ma, è incredibile vero?, non me ne ero accorto. In ogni caso, poi l'ho chiamata. E abbiamo cominciato a sentirci assiduamente".

Alla fine, arriva il momento dell'incontro ufficiale. Fissato per un sabato sera. Ma le cose, improvvisamente, prendono un'altra svolta. "Il giorno prima, casualmente, ci siamo ritrovati entrambi senza bambini...e così abbiamo deciso, su due piedi, di andare al cinema. Credo che sia andato meglio così, più lineare, senza le aspettative dell'"appuntamento" del sabato. Il film è stato bello, e dopo, fino alle tre di notte, abbiamo passeggiato nelle viuzze del centro storico. A quell'ora della notte, con il freddo che c'era (d'altra parte...era gennaio), abbiamo visto nel corso d'acqua che bagna la nostra città, una coppia di cigni bianchi nuotare insieme. Mi è sembrato un buon segno augurale, un dono assolutamente romantico della vita". E poi, la confessione: "avrei voluto baciarla, in quel momento. Mi sono pentito di non averlo fatto. Ma, in fondo, forse è andato meglio così. Forse al primo incontro sarebbe stato troppo presto".

Costruire una nuova relazione non è semplice. Spiega, Enrico: "sono rimasto vedovo, con un figlio. Quando ho cominciato, piano piano, a riguardarmi intorno, le donne che ho incontrato mi hanno lasciato l'amaro in bocca. Poi mi sono iscritto a Parship, e ho praticamente da subito incontrato Silvia. Sono stato fortunato, questo è sicuro. Il sistema, devo dire, aldilà della certificazione dell'affinità di coppia, consente di affinare la conoscenza: poiché molte cose sono già state dette nei messaggi e nelle email, ci si conosce - in fondo - prima di vedersi e quindi - se c'è feeling anche nella presenza - è decisamente più facile entrare in sintonia".

E mentre Silvia ed Enrico programmano le loro prossime vacanze insieme ("è una preparazione all'idea di arrivare ad una convivenza. Dobbiamo andare gradualmente anche perché non possiamo ragionare solo per 2, dobbiamo farlo per 4, ci sono anche i nostri due bimbi"), ecco l'ultimo consiglio. Da parte di Enrico: "Meglio presentarsi per quel che si è. Dire sempre la verità. Alla fine è l'opzione vincente".

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