"Quei piaceri d’amor che abbiamo gustato insieme sono stati così dolci per me, che non posso pentirmene e nemmeno cancellarne il ricordo. Da qualunque parte mi volga mi sono sempre davanti agli occhi con tutta la forza della loro attrazione".
Parole di passione sfrenata, quella dei due amanti Eloisa e Abelardo: lei fine intellettuale, la più colta tra i suoi coetanei; lui grande conoscitore della logica e teologo. La storia li vuole realmente esistiti intorno all'anno Mille: le informazioni che abbiamo e che sono sopravvissute al passare del tempo, raccontano di due personaggi reali, concreti e il cui amore non ha niente da invidiare ai più famosi Romeo e Giulietta.
Lo studio li avvicina e la passione unisce per sempre Eloisa e Abelardo. La loro relazione, superando i confini della società, i limiti della carriera ecclesiastica di lui, la vergogna della storia segreta che è meglio non divulgare, è in realtà un inno all'amore vero e incontrastato. Continuano le lettere, che sono state tradotte e tramandate per secoli, fino ai giorni nostri: "Tutti si precipitavano a vederti quando apparivi in pubblico e le donne ti seguivano con gli occhi voltando indietro il capo quando ti incrociavano per la via. Quale regina, quale donna potente non invidiava le mie gioie e il mio letto? Avevi due cose in particolare che ti rendevano subito caro: la grazia della tua poesia e il fascino delle tue canzoni, talenti davvero rari per un filosofo quale tu eri [...]". Una persona che parla alla sua anima gemella, grata per averla incontrata, felice per aver avuto la possibilità di vivere una grande storia d'amore.
Come tutti sanno, la storia di Eloisa e Abelardo finisce in tristezza. Separati, i due vivranno fino alla morte nel ricordo della loro storia, scrivendo anche durante la vecchiaia, di quanto fosse stata completa e bellissima, esemplare. Le tombe di Eloisa ed Abelardo, questi due eroi del romanticismo così moderni, che sfidavano le convenzioni per riuscire ad esprimere in pieno il loro amore, sono custodite nel cimitero di Père Lachaise di Parigi. Nella morte, ovviamente ancora insieme. E per sempre.
"Abelardo ed Eloisa, Epistolario", traduzione con testo latino a fronte, commento a cura di Ileana Pagani (Torino, UTET, 2004)