Altrochè anima gemella. "I matrimoni d'amore vengono conclusi nell'interesse della specie, non dell'individuo. È vero che i promossi sposi si illudono di perseguire la propria felicità: sennonché il fine effettivo è loro estraneo, in quanto sta nella generazione di un individuo che solo essi possono concepire. Congiunti da questo fine, dovranno cercare d'ora in poi di intendersi nel miglior modo possibile. Ma molto spesso la coppia, formatasi a seguito di quell'illusione istintiva che costituisce l'essenza della passione amorosa, sarà per tutto il resto di natura assolutamente eterogenea. Ciò viene alla luce quando l'illusione sparisce, come è inevitabile che accada. Per conseguenza, i matrimoni d'amore sono di regola infelici: infatti provvedono per la generazione futura a spese di quella presente. Sembra che, con l’atto del matrimonio, o ci rimette l’individuo o ci rimette l’interesse della specie. E il più delle volte è proprio così: infatti è rarissimo che convenienza e amore appassionato procedano mano nella mano".
Così scrisse Arthur Schopenhauer, filosofo, a proposito dei matrimoni d'amore. Ribadiamo: altrochè anima gemella. Ma aveva ragione, ha tutt'ora ragione?
Che, in qualche modo, la famiglia sia un elemento che favorisce "l'interesse della specie" è indubbiamente vero: perchè rende più semplice la riproduzione e quindi il proseguimento della specie. Ed è forse anche per questo che - in questo periodo come non mai - si assiste anche ad un gran numero di separazioni e divorzi: perchè l'eterogeneità diventa insostenibile, insopportabile. Specialmente in una società che non sostiene più il valore assoluto della famiglia, della dedizione e del sacrificio (soprattutto femminile ma non solo) in nome - sempre - della famiglia.
Ma se il matrimonio è spesso un desiderio di chi si ama, quando pensa di aver incontrato l'anima gemella, perchè poi le cose finiscono? Perchè il matrimonio diventa la tomba dell'amore, perchè - come scrisse Schopenhauer - i matrimoni d'amore sono di regola infelici?
"Diventano infelici i matrimoni d'innamoramento, in cui - passata la fase passionale e di incantamento - non si riesce a fare il passo successivo, quello verso l'amore e cioè con l'accettazione dell'altro, con i suoi pregi ma anche i suoi difetti. Diventano infelici - sottolinea Anna Maria Cebrelli, l'esperta in relazioni di PARSHIP.it - quando non si è disposti ed attenti, entrambi, a nutrire la relazione, a farla crescere lasciando perciò ogni tanto sullo sfondo le proprie personali esigenze. Ma anche diventano infelici quei matrimoni che sembravano amore e invece... erano solo calessi, solo che lo si è scoperto troppo tardi".
Stare insieme non è facile, neanche se lui/lei è la tua anima gemella. Vivere insieme ancor meno, specie quando si è già adulti, magari dopo una precedente importante relazione e/o convivenza. Ma si può comunque, anche nel matrimonio, essere felici. Di una felicità piena, fatta di intimità e di sicurezza, di passione che si alimenta e anche di un pizzico di noia, di progetti condivisi e del riconoscersi a naso: "se entrambi lo vogliono, si impegnano nonostante gli aspetti logoranti della vita moderna, la coppia può essere felice anche nel tempo - ribadisce la Love&Single Coach di PARSHIP.it -. Certo, in questo senso aiuta avere delle solide basi ovvero una reale affinità di coppia, lo stesso modo e le stesse necessità in alcuni aspetti fondamentali per la vita di relazione. Se poi il resto varia, non è un problema: sarà solo un arricchimento".
Se invece il matrimonio diventa un elemento dato per scontato, di cui non ci si prende più cura, non serve che sia d'amore, non serve che chi è a fianco venga percepito anche all'esterno come la vera propria anima gemella: finirà per diventare... tombale. Forse un luogo certo in cui rientrare la sera. E non è detto che questo, già da solo, per molti possa essere già felicità. Ma questo, pur se non è poco, è tutto.