Ci sono relazioni "sane", che nutrono il cuore e l'anima, e altre no. Sulle prime si può puntare e, volendo, se lei-lui è la cosiddetta "anima gemella", possono diventare qualcosa su cui "puntare", da far ulteriormente crescere anche nel tempo. Abbiamo già visto i primi 5 punti da valutare per capire a che punto siamo, nella nostra storia. Eccone gli ultimi 5, per completare la nostra analisi.
Supportarsi reciprocamente: è quello che succede in una coppia affiatata e complice. Attenzione: non significa che uno debba aiutare l'altro concretamente, non necessariamente. E' un'attitudine, uno stile, un modo di essere e volere il meglio per l'altra persona, accettando per questo anche magari dei compromessi ragionevoli. Quindi in primo luogo bisogna conoscere e "dare valore" ai bisogni del/della partner, sapere che abbiamo il suo sostegno se non altro morale, la sua presenza e vicinanza. E, naturalmente, ricevere lo stesso "trattamento": solo così la relazione può crescere e svilupparsi.
Si può camminare a lungo insieme nascondendosi l'un l'altro? Qualunque sia il tipo di relazione, naturalmente non è possibile. Essere autentici, onesti e aperti consente anche all'altra persona di sapere sempre dov'è, rispetto a noi. Le bugie, le cose non dette o addirittura nascoste sono elementi che finiscono per danneggiare una relazione e non consentono di entrare in vera intimità. Se si sente il bisogno di nascondersi, ad esempio perchè l'altro/a non capirebbe, c'è qualcosa che non va. O si affronta o non ha senso puntare su quella relazione. E' vero, c'è - nell'onestà - un aspetto che può rendere potenzialmente "deboli", o meglio "colpibili": ma è anche l'unica strada per costruire una relazione autentica e sana.
E' naturale impegnarsi in una relazione? Sì. Naturalmente ad una condizione: che questa diventi via via più importante, insomma che cresca. "Impegnarsi non è solo una questione di "anello di fidanzamento" o di "status" di impegnato inserito magari nel profilo Facebook (certo, questi sono semmai segnali visibili e pubblici e hanno un loro perchè e un loro peso, essendo "rituali") - precisa Anna Maria Cebrelli, Love&Single Coach di PARSHIP.it -: si tratta di rispettare l'altra persona e anche se stessi, mettere disciplina e attenzione nella relazione. Vuol dire entrare nella consapevolezza che si è in tre: io, tu, e la nostra relazione. E che questa diventa l'obiettivo di entrambi".
L'idea di fondo è che errare è umano; quindi perdonabile. Gli errori si possono fare ma, anche, ha altrettanto senso perdonarli. Il punto sta, semmai, nel perseverare, che - come dice il proverbio - è diabolico. Quindi se gli errori non sono voluti, scelti e comunque non diventano un'abitudine possono diventare - se affrontati nel modo corretto e insieme - un altro modo per crescere, come singole persone e come coppia. Perdonare è un atto che richiede vera apertura di cuore e vera comprensione e accettazione dell'altro. Oltre al fatto che, giusto per precisarlo, implica anche che non si rinfaccerà nulla. Mai. Chi perdona parla di quello che è successo come occasione di crescita, non per accusare.
"La relazione di coppia è una straordinaria opportunità per crescere insieme, per migliorarsi singolarmente e portare questo valore aggiunto anche nella coppia e la forza, per affrontare tutte le inevitabili difficoltà, personali e dello stare insieme, viene dall'amore": conclude Anna Maria Cebrelli. Si impara l'uno dall'altro; si parla a cuore aperto, si ascolta l'altra persona, l'anima gemella, senza giudicarla. La relazione diventa così un posto sicuro per entrambi, nella buona e nella cattiva sorte. Un luogo anche dove nutrirsi e trovare gioia.
Se in una relazione sono presenti questi elementi, se ci si vuole impegnare perchè ci siano, allora la relazione che unisce due anime gemelle diventerà forte, capace di affrontare in modo costruttivo qualunque cosa. Persino, alla fine, una rottura... dovesse mai capitare.